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Reggello Cascia S. Tea

Popolo di 
S. Tea a Cascia

  • steaaab.jpg (49200 byte)L'abside della chiesetta romanica di S. Tea a Cascia

Indice


Chiesa di Santa Tea a Cascia

Il toponimo

Il culto di Santa Tea sembra essere diffuso in molti luoghi del mondo cristiano antico e si pensa possa essersi sviluppato nella nostra zona fin dal periodo goto-bizantino. Il toponimo è riferibile alla santa venerata ad Aquileia prima del IX secolo. Dai ritrovamenti archeologici (selci, fittili pertinenti a sepolture romane, 1978) l’area risulta frequentata fin dalla preistoria, non è invece possibile ipotizzare una continuità insediativa.

La Storia

La chiesa è annoverata tra le suffraganee della pieve di Cascia nelle Decime del 1274-75 ed in quelle del 1301, 1302-3. Il popolo di Santa Tea apparteneva, probabilmente fin dal XIII secolo, alla comunità dei ‘Quattro Popoli di Cascia’ (ASF, Statuti delle Comunità Autonome e Soggette, 148).

Repetti (1833) la annovera tra le parrocchie ‘da lungo tempo soppresse’. Nel 1689 era, assieme all’oratorio di Santo Stefano al Borgo, un annesso della pieve (APC, TABARRINI, vol. A, c. 73r.).

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L'architettura

Il complesso architettonico di S. Tea è costituito da più corpi di fabbrica addossati in epoche successive alla chiesa. Se si esclude la parte abitativa i restanti edifici sono occupati dalle strutture di un frantoio in uso.

La chiesa è ad unica navata orientata est - ovest con abside semicircolare. Misura 7 m di larghezza e 14 di lunghezza. L’edificio ha subito un consistente intervento di consolidamento nel 1950 quando sono stati ricostruiti il coronamento delle pareti ed il tetto. La parete nord, sulla strada che dalla pieve di Cascia conduce a Fognano, è caratterizzata da diverse tessiture murarie; la disorganicità del prospetto è stata determinata da alcuni interventi di ricostruzione e restauro intrapresi nel periodo medievale, fra questi è documentata una ricostruzione nel XV secolo. Nella muratura si individuano, nella parte bassa, pietre di grosse dimensioni di arenaria disposte in corsi abbastanza regolari paralleli, attribuibili ad una ricostruzione tra XII e XIII secolo, piccoli conci stretti e allungati di colombino, nella parte alta, provenienti probabilmente dal cantiere della pieve di Cascia, attivo nello stesso periodo, un elemento scolpito a bassorilievo con motivi fitomorfi di reimpiego. Il bassorilievo è pertinente al primitivo portale di accesso, parzialmente conservato in facciata; la tipologia del rilievo – quattro torciglioni centrali, un fregio trifido ed un fregio a rosette e petali – l’assimila a quelli, presenti sul territorio, di ambito altomedievale (XI secolo). E’ probabile che l’edificio attuale sia stato riedificato su resti di una precedente struttura. La presenza di numerose buche pontaie induce ad ipotizzare l’esistenza, su questo lato, di una tettoia di legno. Sul lato sud, la parete inglobata nel frantoio, è caratterizzata da un portale laterale di XIII secolo.

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Bibliografia

CARTA ARCHEOLOGICA (FI), 1995, p. 98

RASPINI, 1974, p. XXIV

REPETTI, 1833, pp. 499-500 (sub voce Cascia)

SPATERNA, 1992, p. 157

TRACCHI, 1978, p. 113

 

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Il Popolo di S. Tea a Cascia

mappa
 
 

toponimi

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I ritrovamenti archeologici

Durante lavori di sbancamento per la costruzione di una casa, sul lato destro della via di Fognano (circa 40 m. prima della cappella romanica intitolata a S. Tea, situata dalla parte opposta della strada), furono portati in superficie frammenti ceramici e di laterizi pertinenti a sepolture di età romana. 
Del materiale ceramico fanno parte "frammenti di ceramica aretina, di argilla depurata chiara, di argilla granulosa chiara e grossa, di impasto nerastro con inclusi granuli bianchi" (I sec. a.C. -  II sec. d.C.) e resti di ziro. 
Nella stessa zona si ha notizia del ritrovamento di reperti litici preistorici (selci lavorate).

Bibliografia

Alvaro Tracchi, Dal Chianti al Valdarno. Ricognizioni archeologiche in Etruria, C.N.R. 1978, n. 194.

Carta archeologica della Provincia di Firenze, 1995 (scheda 35.4.).

 

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