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Pontassieve Montefiesole Vico

Popolo di 
S. Niccolò a Vico

Indice

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Il Poggio di Vico nasconde i resti del castello e della chiesa omonima


Il Castello di Vico

Non rimane alcuna traccia del castello di Vico che doveva trovarsi in posizione sovrastante il versante destro della valle della sieve, di fronte a Selvapiana che sta sull’altro lato della valle. Una possibile ubicazione potrebbe essere indicata su quello sperone (287 m.) che si protende verso il fiume, poco a sud della Villa di Grignano.

Attualmente la sommità del poggio ospita un piccolo cimitero per i cani della vicina fattoria.

Sulla sommità del poggio denominato Poggio Corbello, nel 1982 fu ritrovato un oggetto ornamentale genericamente attribuito alla cultura neolitica. Si tratta probabilmente di un vago di collana in diabase di colore nero, a forma sferica appiattita, con foro passante al centro. Risultano rinvenuti anche frammenti ceramici di età etrusca, tra i quali ceramica a vernice nera, sigillata e figulina.

Bibliografia

Alvaro Tracchi, Dal Chianti al Valdarno. Ricognizioni archeologiche in Etruria, C.N.R. 1978.

Vittorio Ferrini, La presenza umana dall’antichità al medioevo, in "Le antiche leghe", a cura di I. Moretti, Comuni di Pontassieve-Pelago-Rufina, 1988, pp.87-140 (scheda 38).

Carta archeologica della Provincia di Firenze, 1995 (scheda 33.30).

 


La storia

Le poche notizie che si hanno su questo castello da tempo scomparso provengono tutte dal Bullettone del vescovo di Firenze al quale era soggetta la località di Vico, come conseguenza di donazioni o acquisti. La più antica donazione del genere di cui ci sia pervenuta notizia è quella effettuata dai ‘figli di Guinildo’ nel 1128, cui fecero seguito altre nel 1129, 1142 e 1159, quest’ultima proveniente da un Uguccione di Orlandino di Serafino da Barbischio della famiglia dei 'Nipoti di Ranieri’consorti dei Firidolfi, mentre risalgono al XIII secolo gli acquisti, quali quelli effettuati dai nobili '‘e Golfis'’nel 1222 e dal nobile Bernardo di Baglione, della stessa casata, nel 1225.

 

 

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I documenti
 

Negli elenchi dei beni di proprietà del vescovado fiorentino è citato come Castrum
(Bullettone, p. 390).
1336 luglio 26. Appezzamento ubicato nel popolo di S. Niccolò a Vico confinante con pilastrum castelli de Vico
(Not. Antec. F. 295, c. 58r.).
1350 settembre 14. Orto ubicato nel castello di Vicchio confinante con la via dicti castri de Vicho
(Not. Antec. M 506, c. 31v.).

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Il Popolo di Vico

mappa

toponimi

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Il sito archeologico di Pianaccio

Alle pendici del colle di Grignano, ad un centinaio di metri in direzione sud-ovest dalla casa colonica denominata "Pianaccio", durante uno sbancamento mediante mezzo meccanico è emersa (1988) una stratificazione carboniosa ricca di reperti riferibili probabilmente al focolare di un modesto edificio etrusco .

 

Bibliografia

Vittorio Ferrini, La presenza umana dall’antichità al medioevo, in "Le antiche leghe", a cura di I. Moretti, Comuni di Pontassieve-Pelago-Rufina, 1988, pp.87-140 (scheda 3).

Carta archeologica della Provincia di Firenze, 1995 (scheda 33.33).