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Pontassieve Remole Sieve, S. Angelo

Popolo di 
S. Angelo a Sieve

Indice

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La Porta Fiorentina del castello


La Parrocchiale di S. Michele Arcangelo al Pontassieve

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La prima documentazione relativa alla chiesa risale agli inizi del XIII sec., ed è antecedente alla nascita del castello: essa riguarda la vendita di un podere fatta da Tebaldo del fu Tebaldo da Quona e da Ermellina sua moglie, a prete Cipriano, rettore e cappellano della chiesa e cappella di S. Angelo a Sieve, al prezzo di "libbre 46 di buona moneta fiorentina" (A.S.F., Diplomatico Badia a Ripoli, 4 maggio 1214).
Nelle più antiche carte la chiesa viene denominata "S. Angelo", mentre è soltanto nel ‘600 che si afferma l’odierno titolo di "S. Michele".

Nel popolo di S. Angelo avevano possessi i vescovi fiorentini, come dimostrato da molti codici della Mensa vescovile che riportano partite di locazione (A.A.F., Libro affitti e rendite, 1329-1341, 9 agosto 1329). Patroni della chiesa erano l’abate di S. Fedele ed il pievano di Remole, che intervenne nella nomina del prete Ghino fu Lapo da Romena (A.S.F., Not. Antecos., L. 34 ser Lando di Fortino, s.s. 1371).
Nell’elezione dei beneficiari interveniva talvolta anche il Vescovo (A.A.F., Libro dei Contratti 1335, 9 dicembre 1337, c.255 v.): "Qualiter dictus dominus episcopus contulit domino Micheli de Filicaia benefitium clericatus in Ecclesia s.cti Angeli de Sieve...sub MCCC-XIII sie XIIII novembris"(A.A.F., Bullettone, c.17 r.).

Presso la rettoria avvenivano le riunioni della Compagnia dell’Annunziata, i cui capitoli furono confermati da S. Antonino nel 1452 (A.S.F., Vis. Past. Card. Medici).

Nel 1513 morì nel Convento di S. Marco a Firenze il pontassievese fra Cipriano di Pietro Cancelli: "...hic sacerdos, obiit moribus praeditus, gratus erat fratibus et saecularibus. Non parcebat labori, vacans continue saluti animarum in audiendis confessionalibus. Martuus autem ex dolore maximo...et erat prior in conventu nostro S. Marci" (Chronicon sancti Marci fol. 228).

All’Abate, al Pievano di Remole ed al Vescovo di Firenze subentrarono nel patronato i Da Filicaia, che lo mantennero fino al 1787, anno in cui vi rinunziarono a favore della Mensa Vescovile (A.A.F., Campione vecchio di campagna, c.212 v.).
A causa dell’accresciuta importanza del borgo, seguita all’apertura delle rotabili tardo-settecentesche, da semplice rettoria, la chiesa di S. Michele fu proclamata "Prepositura"; l’edificio subì opere di trasformazione, e nel 1788 fu nuovamente consacrato da Mons. Antonio Martini.

Rimasta danneggiata nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, la chiesa di S. Michele è stata ristrutturata negli anni cinquanta.

Al suo interno si trova un’immagine molto venerata della Vergine Addolorata.

Da ricordare anche una Madonna con Figlio di fra Giovanni Angelico.


Nel Borgo del Ponte a Sieve in antico esisteva anche uno Spedale dedicato alla Madonna, di patronato della famiglia Martelli (A.S.F., Rep. Strozzi, Mem. Eccl., c.184).

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Il Popolo di S. Angelo a Sieve

mappa

toponimi
L'area extra-urbana

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Il ritrovamento archeologico

In circostanze imprecisate, fu ritrovato a Pontassieve una punta di freccia attribuita all’età dei Metalli..

Bibliografia

Carta archeologica della Provincia di Firenze, 1995 (scheda 33.42.).

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