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Pieve di |
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La Pieve con le sue tre absidi |
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La Pieve di S. Leolino a Rignano
Si tratta di un edificio dalle origini molto antiche.
Innanzitutto ne è indice la dedicazione a San Leolino, Vescovo e Martire. Alcuni pensano che San Leolino fosse un vescovo padovano vissuto nel nono o decimo secolo e che il suo culto possa essere stato introdotto in Toscana dai Conti Guidi, potenti feudatari originari della Romagna, quando presero possesso del Casentino e di parte del Valdarno fiorentino. Difatti, presso alcuni castelli di loro possesso, sorgono altrettante chiese dedicate a questo santo al quale i conti erano evidentemente molto devoti.
Più probabilmente il culto di San Leolino è
molto più antico in quanto si suppone che le origini di questo santo siano, non padovane,
ma toscane e collocabili nel terzo o quarto secolo dellera cristiana o nella Val di
Sieve o in Valdarno, in una piccola località di nome Sereto, presso Montegonzi. Questo
fatto giustificherebbe ancora di più la presenza di ben cinque chiese dedicate al culto
di San Leolino in unarea piuttosto ristretta e omogenea: San Lorino in Monti
nellalta Val di Sieve; San Leolino a Rignano SullArno nel Valdarno fiorentino;
San Leolino a Panzano nel Chianti; San Leolino in Val DAmbra e San Leolino in conio
nella Val dElsa.
| Veduta d'insieme del complesso |
La storia
La Pieve di San Leolino a Rignano SullArno viene ricordata per la prima volta nel febbraio 1066, in un Atto di Donazione sottoscritto da Donna Gisla, vedova di Azzo di Pagano, al monastero di San Pier Maggiore di Firenze da lei fondato.
La Pieve è di nuovo rammentata nel 1103 dal pontefice Pasquale II in una bolla al vescovo Giovanni di Fiesole. La chiesa era quindi sorta, con ogni probabilità, tra il X e l'inizio dell' XI secolo.
Dal Decimario Vaticano del 1274, il più antico che si conosca, risulta che dalla pieve rignanese dipendevano ben nove chiese parrocchiali e che il suo piviere era uno dei 36 della Diocesi di Fiesole. San Leolino godeva del privilegio del Fonte Battesimale e dell'onore di chiesa matrice.
Dalla chiesa di San Leolino dipendeva il popolo di Rignano che ben presto si
organizzò, all'alba della civiltà comunale urbana, in un comune rurale.
Al suo interno
vennero anche rogati, di quando in quando, atti notarili; funzionava, se vogliamo, come un
Palazzo civico o del Popolo.
Se si esamina attentamente la sua struttura, vi si riconoscono in buona parte i caratteri architettonici propri del periodo romanico più arcaico. Soprattutto la parte posteriore, la zona delle tre absidi, parte delle navate e la parte inferiore del campanile risultano originali.
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L'area absidale e il campanile romanico |
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Quest'ultimo mostra chiaramente due fasi costruttive
autonome con un primo livello più massiccio e del tutto privo di aperture, se si eccettua
una stretta porticina aperta a levante.
L'insieme dei caratteri murari ma soprattutto
questa comunicazione verso l'esterno piuttosto che con la navata della chiesa fanno
apparire questa struttura piuttosto una torre difensiva preesistente o una casa torre che
un campanile. La parte sommitale aperta in quattro arcate dai conci alternati in bianco
alberese e verde marmo serpentino richiama decisamente quella della più tarda pieve di
San Pietro a Ripoli.
Sulla base di questi sicuri elementi originari, è possibile una ricostruzione abbastanza
precisa dell'icnografia primitiva : tre navate non molto allungate, divise da pilastri a
sezione quadrata portanti archi a tutto sesto si concludono con tre absidi di cui la
centrale ha raggio maggiore.
Rimangono oggi di questa struttura solamente le due campate terminali, essendo la parte
anteriore della chiesa una ricostruzione (altre tre campate) probabilmente settecentesca,
verificatasi a seguito di crolli dovuti forse a terremoti che coinvolsero in maniera
totale la facciata, la quale venne poi ricostruita da posizione più arretrata.
| La facciata prima dei restauri |
Nel corso dei secoli la chiesa era stata arricchita di opere d'arte: dipinti su
tavola, dipinti su tela , affreschi, statue.
Dopo la costruzione di una nuova chiesa nel
centro del paese, nel 1954, la chiesa si è trovata in uno stato di abbandono pressoché
totale che ne ha causato l'attuale degrado.
Alcune delle opere d'arte che vi si trovavano,
si conservano oggi nella nuova chiesa di Rignano sull'Arno, S. Maria Immacolata; altre sono andate disperse, forse
irrimediabilmente perdute.
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L'interno |
In questi ultimi anni la Soprintendenza ai beni architettonici ha iniziato a restaurare lintera chiesa ed ha provveduto a staccare ed a restaurare due antichi affreschi.
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Incoronazione della Vergine tra angeli e santi Affresco del tardo XIV sec. |
Si tratta di un affresco tardo-trecentesco rappresentante l"Incoronazione della Vergine tra angeli e santi" collocato a ridosso dell'abside sinistra e di un piccolo affresco del primo Quattrocento rappresentante la "Madonna che allatta il Bambino", collocato a ridosso dell'abside destra, attribuito al pittore fiorentino Bicci di Lorenzo.
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Bicci di Lorenzo (attribuito) Madonna che allatta il Bambino affresco primi del XV sec. Ora in S. Maria Immacolata a Rignano |
Lo stacco del primo affresco ha permesso di portarne alla luce anche la bella sinopia, diversa in certe parti dall'opera finita, che permetterà di stabilire pentimenti o cambiamenti rispetto alla prima idea dell'artista.
Durante i lavori eseguiti dalla Soprintendenza tra il 1982 ed il 1983, all'interno
dell'edificio furono ritrovate sotto il pavimento diverse sepolture di XVII-XVIII secolo
ed alcuni frammenti ceramici databili alla seconda metà del Cinquecento ed alla prima
netà del Settecento. Si tratta di vasellame di uso comune di fattura locale e
montelupina; tra gli oggetti, restaurati, spiccano un catino invetriato inciso del XVI
secolo (Montelupo); un piatto pasquale di terracotta invetriata di fattura montelupina
appartenente allo stesso periodo.
Registro dei battezzati
1693-1758; 1711-1799; 1812-1817;1812-1866; 1818-1825; 1825-1832; 1832-1840; 1840-1849; 1849-1854; 1851-1853; 1853-1858; 1858-1863; 1866-1868; 1869-1877; 1877-1902; 1903-1909; 1909-1914; 1915-1945; 1946; 1946-1959; 1960-1970.
Registro dei cresimati
1749-1911; 1914-1936; 1945-1960; 1960-1970.
Registro dei matrimoni
1812-1870; 1818-1850; 1851-1865; 1861-1865; 1870-1886; 1886-1905; 1905-1906; 1906-1914; 1915-1921; 1915-1929; 1929-1942; 1942-1952; 1952-1962; 1962-1970.
Registro dei morti
1812-1870; 1818-1836; 1837-1850; 1855-1861; 1861-1863; 1863-1865; 1870-1877; 1877-1887; 1888-1898; 1899-1904; 1904-1913; 1914-1913; 1914-1921; 1914-1945; 1945-1970.
Stato danime
1844-1874; 1888-1897; 1892-1893; 1894-1895; 1896-1897.
Liber chronicus: 1944-1967.
Libro cassa per la costruzione della nuova chiesa: 1949-1961.
Libro dei verbali del consiglio per la costruzione della nuova chiesa: 1949-1961.
Compagnia del "SS. Sacramento" sotto il titolo della "Natività di Maria" (ripristinata nel 1792): Capitoli (1792); Elenco dei fratelli e delle sorelle, 1) 1832-1871, 2) 1898-1916; Libro delle quote, 1) 1945-1955, 2) 1943-1955, 3) 1955-1970; Libro delle quote, 1) 1945-1955, 2) 1943-1955, 3) 1955-1970; Entrate e uscite, 1880-1942; Bilanci, 1832-1836.
Congregazione sotto il titolo del "SS. Rosario" (istituita il 20 luglio 1636): Donne iscritte (1735).
Congregazione sotto il titolo di "S. Filomena": Fratelli e sorelle (1836-1844).
Congregazione del Clero: Libro delle conferenze del clero del piviere di Rignano per la soluzione dei casi.
AA.VV., Pelago, 1985, pp.94-96.
Raspini Giuseppe, Gli archivi parrocchiali della diocesi di Fiesole, Roma, 1974, pp.130-131.
Il Popolo di S. Leolino a Rignano
oltre a tutti i testanti di Rignano
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nel comune di Reggello
nel comune di Incisa
Olmeto, S. Niccolò
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