CASTELLI
e strutture fortificate
Introduzione Storica
 

INDICE ALFABETICO

 

MAPPA GENERALE

Indice per comuni Mappe per comuni
PELAGO PELAGO
PONTASSIEVE PONTASSIEVE
REGGELLO REGGELLO
RIGNANO  RIGNANO 
RUFINA RUFINA

Album fotografico


Introduzione storica

Nel IX secolo d.C., più di mille anni fa, il potere politico ufficialmente detenuto dai discendenti di Carlomagno era esercitato sul nostro territorio dai conti e dai loro vassalli: questi erano i veri signori feudali, coloro che dominavano una vasta schiera di coloni asserviti e di piccoli proprietari legati dal giuramento di fedeltà a seguire il loro signore nelle sue piccole o grandi guerre.
I feudatari, veri e propri signori della guerra, militarizzarono la società dell'epoca sfruttando anche la paura provocata dalle ultime invasioni barbariche, quelle degli Ungari (899 d.C.), riorganizzando anche il territorio in funzione militare, con la costruzione di centinaia di fortificazioni, adattando insediamenti esistenti o costruendone di nuovi nelle posizioni più facilmente difendibili.
Nell'area ad Est di Firenze sorsero, tra IX e XI sec., almeno una trentina di castelli dalle dimensioni più varie, in genere composti da una struttura muraria in pietra che occupava il centro dell'altura, difesa da un circuito di fossati, terrapieni o palizzate.
A partire dal XII secolo lo sviluppo economico della città, accompagnata dall'accresciuta potenza militare del Comune di Firenze, portò allo scontro con i feudatari delle campagne circostanti e di conseguenza alla conquista e spesso alla distruzione dei castelli feudali. Si sottrassero a questo destino quelle fortificazioni che i fiorentini ritennero utili alla loro stessa sicurezza e che presidiarono con proprie guarnigioni, oppure quei piccoli fortilizi di famiglie che si erano dichiarate fedeli al Comune guelfo. Nel periodo delle Signorie (XIV-XV sec.) e dello scontro tra i Medici e i loro avversari, queste residenze fortificate servirono spesso da riparo alle consorterie dell'una o dell'altra fazione poi, col consolidarsi del potere mediceo e il definitivo successo dell'artiglieria, i vecchi castelli costruiti all'epoca delle frecce e delle catapulte furono lentamente trasformati in ville di campagna. Malgrado gli interventi architettonici e l'impianto di parchi e giardini che ne ingentiliscono l'ambiente circostante, questi imponenti edifici mantengono ancora buona parte del loro arcigno aspetto, che evoca facilmente nel visitatore le immagini di un'epoca lontana fatta di lance, spade e cavalieri.
Tra la fine dell'800 ed i primi del '900 il medioevo tornò prepotentemente di moda, grazie anche ad un gruppo di architetti che volle ricreare la suggestione degli antichi edifici. Sia in città che in campagna la moda del neogotico produsse numerosi esempi, piccoli e grandi, di castelletti, torri merlate, chiesette, palazzi con bifore e merli, di cui rimangono alcuni oggetti anche nel nostro territorio. Anzi, nelle nostre campagne gli interventi neogotici vennero spesso effettuati su edifici che avevano realmente un'origine medievale, dando luogo poi a dei risultati non sempre apprezzabili per coerenza di stile.

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INDICE ALFABETICO GENERALE

 

ACERAIA (Montaceraia), (Pontassieve) /
Del castello, citato fin dal 1188, non rimane niente di visibile, se non il modesto rilievo su cui forse sorgeva e che, probabilmente, ne nasconde i resti.

ACONE (Pontassieve) /
Del castello, documentato fin dal 1079 ed appartenuto alla famiglia dei Cerchi, non rimane traccia, a seguito delle trasformazioni operate dai vecchi e nuovi proprietari dell’omonima villa.

AGNA (Rufina) /
Due bolle papali del XII sec. fanno fede dell’esistenza di questo castello, sulle cui strutture fu poi costruito un intero villaggio che conserva ancora un pregevole ed omogeneo carattere architettonico.

ALTOMENA (Pelago)
Del castello appartenuto ai Guidi, posto su uno sprone delle alture che degradano verso l'Arno, non rimane che la torre centrale, essendo stato assorbito per la restante parte dalla villa-fattoria edificata dalla famiglia Serzelli a partire dal XIV secolo.

ANTICA (Rignano) /
Situato sulla sommità di una collina, il castello di Antica è stato trasformato in villa. Tra le testimonianze medievali superstiti da segnalare le strutture della romanica chiesa di S. Andrea. Nel XIII sec. era proprietà dei Malespini di Firenze

ARFOLI (Reggello) /
I documenti parlano di un castello appartenuto alla signoria di Vallombrosa, a cui gli uomini di Arfoli dovevano fedeltà (1257). Della sua localizzazione non rimangono tracce evidenti.

BIBBIANO (Pelago) /
Del castello scomparso non rimangono tracce sicure, se non nel toponimo Castelvecchio, conservato da una casa colonica.

BISTICCI (Rignano)
 

BONSI (Reggello) /
Notevole complesso di villa-fattoria ricostruito nel 1920 in stile neo-gotico in forme castellane, di sicuro interesse architettonico ed ambientale.

CAMPIFIRACCHI (Reggello) /
L’antico castello, citato fin dal 1234, ospitava al suo interno la chiesa di S. Martino. Oggi sono visibili solo alcune case coloniche che hanno incorporato tratti del muro di cinta.

CAPRAIA (Pontassieve) /
Della fortificazione di Capraia (forse originariamente una torre) non rimane nulla, sul sito ora occupato da una casa colonica ricostruita dopo l’ultima guerra. La posizione domina la valle della Sieve. Di questo castello si parla già nel 1164.

CASCIA VECCHIA (Reggello) /
Dell’antico castello non rimangono che pochi resti nei pressi di due case coloniche, ai margini del pianoro boscoso che, improvvisamente, sprofonda nelle balze. Citato già nel 1066, ospitava la chiesa di S. Andrea.

CASCIA NUOVA (Reggello) /
Sorgeva presso l’attuale abitato di Cascia, in prossimità della splendida Pieve romanica, in corrispondenza del nucleo denominato "Sergenti". Nel 1102 apparteneva per metà al Vescovo di Fiesole.

CASTELLARE (Poggio Castellare), Reggello) /
Dell'antica fortificazione rimangono tracce sullo sperone che domina la vallata, raggiungibile solo per sentiero.

CASTELLUCCIO(Poggio Castelluccio), (Reggello) /
Di certo era sede di una torre di avvistamento di cui rimangono i ruderi a cavallo del crinale ( a 1386 m di altitudine)

CASTEL SAN PIETRO (San Pietro), (Rufina) /
La collinetta presso lo Spedaletto, sulla strada della Consuma, conserva ancora le tracce di quello che doveva essere Castel San Pietro, una terra nuova fortificata che il Comune di Firenze voleva porre a difesa del valico. Iniziata nel 1329, la costruzione, che doveva coprire oltre 6 ettari, venne condotta in maniera discontinua, per poi venir abbandonata dopo l'epidemia della "peste nera" (1348).

CASTAGNA (Poggio della Castagna), (Pontassieve) /
Sito di un castellare strusco.

CASTIGLIONCHIO (Rignano) /
Posto su di uno sperone che si protende nella vallecola del torrente omonimo, il castello (citato già nel 1066) è stato trasformato in villa-fattoria che conserva tratti di mura, due porte ed un possente torrione. Una cinta esterna assai più ampia, della quale restano poche tracce, circondava la chiesa e le terre intorno. Dopo la sconfitta di Montaperti (1260) subì notevoli danni ad opera dei ghibellini.

CASTIGLIONI (Rufina) /
Di quello che fu il "palazzo magnifico e fortezza e poi comoda villeggiatura dei Vescovi di Fiesole" rimane ancora l’imponente massa quadrilatera. Sul lato orientale una torre semicircolare costituisce, nella parte bassa, l’abside di una cappella romanica che dovrebbe corrispondere all’antica chiesa di San Donato. Esternamente al castello è un piccolo borgo rurale che conserva elementi architettonici d’epoca medievale.

CETINA VECCHIA (Reggello) /
Citato già nel 1097, occupava un’area nei pressi di una casa colonica al Pian di Tegna, in posizione dominante sulla Valle dell’Arno. Non ne rimangono tracce evidenti.

DIACCETO (Pelago) /
Appartenuto ai Cattani da Diacceto, il castello è stato trasformato in villa nel corso del '500. Del castello medievale (già ridotto a castellare nel 1376) si identificano due torri: quella localizzata nel giardino, che ha subito un rifacimento tardo-ottocentesco, e quella su cui è impostata la parte centrale della villa.

FALGANO (Rufina) /
Difficile individuare il sito originario del castello, citato in documenti del 1068. Tutta l’area è ricca di notevoli insediamenti medievali come Alberi e Bavecchia.

FARNETO (Pontassieve) /
Nessuna traccia evidente rimane del castello, documentato fin dal ...

FERRANO (Pelago) /
Del castello medievale non rimane più traccia. Assai curiosa è la villa costruita in forme neo-gotiche attorno alla metà del XIX secolo sulle basi di un preesistente edificio rurale.

FONDOLI (Reggello) /
Il documento più antico che parli del castello è del 1066. Sul posto resta solo il ricordo dell’antica chiesa castellana, anch’essa scomparsa, nel toponimo "Poggio di Santa Lucia".

FONTEPETRINI (Rignano) /
Si tratta di un complesso fortificato composto da due torri unite da un alto muro, in un insieme di notevole valore architettonico, che comprende un cortiletto quattrocentesco ed alcune da alcune aggiunte ottocentesche di gusto neo-gotico.

GALIGA (Pontassieve) /
Il castello occupava lo sprone proteso sulla valle dell'Argomenna di fronte a Monte Giovi, e dove sorge tuttora la chiesa parrocchiale. La più antica menzione si rileva da un diploma dell’anno 960. Corte e castello erano infeudati ai Guidi almeno dal 1164. Nel 1227 passarono sotto il dominio della curia vescovile di Firenze insieme al castello di Monte Croce.

GRICIGLIANO (Pontassieve) /
Raro esempio di villa con fossato (su 3 lati), nasce come fortilizio dei Guadagni, passato poi ai Martelli che ne fecero una villa splendida di cui si possono tuttora apprezzare i caratteri architettonici e ciò che resta del prezioso parco.

LECCIO (Reggello) /
Due case coloniche occupano il sito dell’antico castello, di cui una ha inglobato la torre centrale e altre strutture originarie. Il castello, citato fin dal 1169, venne occupato nel 1312 dalle truppe dell’imperatore Arrigo VII.

LUBACO (Pontassieve) /
Dell'antico castello dei Guadagni rimangono esili tracce sulla collinetta che domina il Mulinuccio, dove sono stati individuati i resti delle fondamenta di una fortificazione e, più a monte, di un palazzo trecentesco.

LUCO (Reggello) /
Nessuna traccia, ad esclusione del toponimo Rio di Luco, rimane di quello che doveva esser stato uno dei più importanti insediamenti altomedievali del Valdarno superiore: il Castello di Luco è infatti citato in una donazione del Marchese Ugo di Toscana alla Badia Fiorentina (anno 995).

MAGNALE (Pelago) /
Il castello sorgeva sulla sommità della collina che domina Paterno, poi occupata da un oratorio settecentesco. Citato già nel 1103, fu oggetto di contese giurisdizionali tra i Conti Guidi e gli abati di Vallombrosa, che si fregiavano del titolo di Conti di Magnale.

MARCIANA (Rignano) /
Due case coloniche occupano quello che fu il sito del castello di Marciana, citato fin dal 1065 come possesso di un tal Teodorico di Gherardo, forse collegato alla casata detta "dei nipoti di Ranieri".

MIRANSU' (Rignano) /
Resti del castello sulla collina sovrastante la Pieve

MONTACERAIA (Aceraia), (Pontassieve) /
Del castello, citato fin dal 1188, non rimane niente di visibile, se non il modesto rilievo su cui forse sorgeva e che, probabilmente, ne nasconde i resti.

MONTACUTO (Reggello) /
Di questo castello di montagna, che domina il sottostante Poggio della regina, rimangono solo i ruderi del crollo di una torre. Nel 1290 apparteneva al conte Guido Novello, quando venne assalito e danneggiato dall’esercito fiorentino.

MONTALTO (Pontassieve) /
Alcune delle strutture del castello sono state probabilmente inglobate nell’insediamento ancora visibile sullo sprone che aggetta sulla valle dell’Argomenna. Citato già nel 1066, fu di proprietà dei monasteri fiorentini di S. Piero e di S. Miniato.

MONTEBONELLO (Pontassieve) /
Del castello originario (citato fin dal 1099) rimane ben conservato lo slanciato torrione centrale, circondato da alcune casupole che furono costruite appoggiandosi ai resti delle mura di cinta. Nel XIII secolo la curia vescovile fiesolana nominava un visconte del governo di Montebonello, Petrognano, Agna e Turicchi.

MONTE CORNETO (Rignano) /
Una grande struttura fortificata, in parte riadattata a residenza, sorge tutt’ora sulla collina che domina il Bombone, conservando ampi tratti delle alte mura originarie.

MONTE DI CROCE (Pontassieve) /
Sulla collina che porta il suo nome rimangono solo i resti di una chiesa romanica. Fu un grande ed importante castello dei Conti Guidi, che respinse più volte l'assedio posto dall'esercito fiorentino tra 1143 e 1146. Accessibile per sentiero dal paese di Fornello.

MONTEFIESOLE (Pontassieve) /
Ruderi delle mura rimangono visibili sulla collinetta che sovrasta l'omonima pieve, in una posizione dominante. La più antica menzione del castello è del 1196. Il distretto del castello era amministrato, per conto del vescovo di Firenze, da un podestà la cui giurisdizione si estendeva su altre località della Val di Sieve inlcuse nella signoria Vescovile.

MONTELORO (Pontassieve) /
Ruderi imponenti ma pericolanti (attenzione!!) rimangono delle mura e della torre principale, nei pressi dell'omonima pieve romanica. Fu feudo dei vescovi di Fiesole fin dall'Alto Medioevo, forse per antica donazione dell’imperatore Lotario (823-855).

MONTEROTONDO (Pontassieve) /
Dell’antico castello rimane soltanto il rudere di un'antica torre a dominare il Mugello dall'alto della collina. Citato fin dal 1164, passò nel 1227 dai Conti Guidi al Vescovo di Firenze. Raggiungibile per sentieri da S. Brigida.

MORIANO (Rignano) /
Scarsi i documenti che parlano del castello di Moriano, oggi non più visibile. Al suo posto sorgono una chiesa e una villa.

NIPOZZANO (Pelago)
Signoria dei conti Guidi, Nipozzano faceva parte di un sistema di castelli che controllavano la confluenza di Arno e Sieve. Dagli ultimi vassalli dei Guidi, i Da Quona, passò nel XIII secolo all'Abbazia di San Fedele a Strumi e da questa alla famiglia Cerchi. Alla fine del XIV secolo il castello venne trasformato dagli Albizzi in residenza signorile.

OSTINA (Reggello) /
Due furono i castellli di Ostina: il Castelvecchio era localizzato sulla lingua di altopiano compreso tra il Resco e il Rio di Luco, e le poche tracce superstiti sono pressoché inaccessibili a causa del terreno franoso; il Castelnuovo venne a sostuirsi al vecchio insediamento dopo la sua distruzione nel 1305, localizzandosi nell’area ora occupata dal borgo a sud dell’omonima chiesa.

PELAGO /
Il centro storico si è sviluppato ai piedi dell'antico castello, ancora leggibile nell'organizzazione urbanistica dell'area che comprende la pieve ed il municipio. Appartenne ai Cattani da Diacceto fin dal XIII secolo; l’unico episodio per il quale è ricordato nelle Cronache è l’occupazione da parte dei Guelfi esiliati da Firenze dal 1248 al 1253.

PERTICAIA (Rignano) /
Sull’area occupata un tempo dal castello sorge ora la chiesa di Perticaia, sulla cima di una silelziosa e verde collina. Il castello viene citato per la prima volta in un documento del 1066.

PIEVECCHIA (Pontassieve) /
Sull’area, forse anticamente occupata da un’antica pieve, sorge ora una villa-fattoria da cui svetta una torre di notevole altezza che, seppur rimaneggiata, dichiara la sua origine di castrum militare.

PITIANUZZO (Reggello) /
Pochi documenti del XIV secolo attestano l'esistenza di questo castello, non localizzabile, appartenuto all'Abbazia di Vallombrosa.

POGGIO ALLA REGINA (Reggello)
Il castello di Castiglione occupa la sommità pianeggiante del Poggio alla Regina a 913 m. Attualmente il sito è interessato da uno scavo archeologico dell'Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Storia. I dati archeologici testimoniano la storia del sito dalle origini altomedievali - con tracce di frequentazioni più antiche - al suo sviluppo 'feudale' fino all'abbandono avvenuto nei decenni centrali del XIV secolo.

POGGIO CASTELLARE (Castellare), Reggello) /
Dell'antica fortificazione rimangono tracce sullo sperone omonimo, nella valle del Resco Cascese, in prossimità di Lavana; è raggiungibile solo per sentiero.

POGGIO CASTELLO (Rufina) /
Sul poggio che sovrasta l'Oratorio della Madonna dei Fossi uno scavo archeologico ha evidenziato la presenza di una fortificazione alto medievale.

POGGIO CASTELLUCCIO(Castelluccio), (Reggello) /
Il Poggio Castelluccio, sotto l'Uomo di Sasso, era sede di una torre di avvistamento di cui rimangono i ruderi a cavallo del crinale ( a 1386 m di altitudine).

PONTASSIEVE /
Il centro storico comprende una fortificazione, eretta dai fiorentini intorno al 1375, di cui sono ancora ben visibili e conservate le porte Fiorentina, da Filicaia e dell'Orologio, oltre ad ampi tratti delle mura.

QUONA (Pontassieve) /
Assediato e distrutto dall'esercito fiorentino nel 1143. Rimangono solo tracce delle fondamenta della chiesa di S. Giusto, che sorgeva all’interno del castello, circa 1 km a monte della località di S. Martino.

RIGNANO /
Due furono i castelli di Rignano, che i documenti distinguono tra vecchio e nuovo, ambedue presenti fin dal 1086. Le localizzazioni più accettate indicano il Castelnuovo presso le case coloniche "Rignano" e il Castelvecchio presso la colonica di Casa Stecco, ma le ricerche non sono ancora concluse.

RISTONCHI (Pelago) /
Si tratta di un possente torrione feudale ottimamente conservato e di notevole suggestione, citato fin dal 1081 ed appartenuto al Monastero di Vallombrosa. Secondo alcune fonti storiche la torre fu completamente distrutta durante l'assedio dei Ghibellini nel 1248 e ricostruita nel 1346.

ROSANO (Rignano) /
Un documento dell’XI secolo parla esplicitamente del castello e monastero di Rosano, ma a tutt’oggi è difficile individuarne l’esatta localizzazione.

RUFINA /
Un castellare, nel sito dove sorgeva l’antico insediamento di Rufina e la chiesa originaria di S. Martino, è stato oggetto di rilievi da parte degli archeologi. La località è difficilmente raggiungibile, su uno sprone che si protende sulla bassa e boscosa valle del torrente omonimo.

SAMMEZZANO (Reggello) /
Il castello-villa di Sammezzano fu acquistato nel 1605 dagli Ximenes d’Aragona e passò in eredità nel 1816 ai Panciatichi. All’opera di Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, nella duplice veste di committente ed architetto, si deve l’aspetto attuale del complesso che rappresenta un originale castello moresco circondato da un bellissimo parco.

SAN PIETRO (Castel S. Pietro), (Rufina) /
La collinetta presso lo Spedaletto, sulla strada della Consuma, conserva ancora le tracce di quello che doveva essere Castel San Pietro, una terra nuova fortificata che il Comune di Firenze voleva porre a difesa del valico. Iniziata nel 1329, la costruzione, che doveva coprire oltre 6 ettari, venne condotta in maniera discontinua, per poi venir abbandonata dopo l'epidemia della "peste nera" (1348).

SANTELLERO (Reggello) /
Dell’insediamento fortificato, trasformato in villa, restono la torre centrale, parzialmente ricostruita, e tratti della cinta muraria sulla quale sono state addossate parte delle case. Molto probabilmente questo castello fu fondato in epoca altomedievale per difesa dell’abbazia benedettina di S. Ilario in Alfiano, distrutta del 1267 ad opera di Carlo d’Angiò e dei guelfi fiorentini.

TORRE A CONA (Rignano) /
La grande villa di Torre a Cona ingloba nella sua struttura un possente torrione medievale, ben visibile dal retro. L’intero complesso è di grande interesse, anche per il grande parco che lo circonda.

TORRE A DECIMA (Pontassieve)
Attorno all'antica torre dei Saltarelli, ricchi notai fiorentini, venne edificato, nel XIV secolo, il fortilizio quadrangolare poi trasformato dai Pazzi in villa-fattoria.

TORRE A MONTE (Reggello) /
Sulla collina che domina S. Clemente a Sociana, e controlla il lato est del Ponte a Rignano, sorgono due edifici d’architettura neo-gotica, entrambi a forma di tozza torre: uno bianco ed uno di pietra grigia. Quest’ultimo potrebbe essere l’ultima trasformazione di una struttura fortificata d’origine ben più antica.

TORRE DELL' ISOLA (Rignano) /
Una notevole torre merlata, munita di caditoie, si erge da un complesso medievale alle porte di Rignano. Si tratta di una struttura di grande suggestione, il cui nome ricorda un isolotto formatosi nell’Arno, che scorre a poche decine di metri.

TORRE DEL CASTELLANO (Reggello)
Il castello domina in evidente posizione la piana di Incisa. Sorto come torre di avvistamento, venne trasformato dai Castellani, nel XIV secolo, in severa residenza signorile.

TORRE DE' BANDINELLI (Reggello) /
Dai caratteri simili alla Torre dell’Isola, questa grande torre, in perfetto stato di conservazione, si innalza a dominare la stretta dell’Incisa ergendosi da un palazzo d’impronta cinquecentesca.

TORTA (Rufina) /
Dell’antico castello della Tòrta, appartenuto ai Cerchi e documentato fino al XIV sec., non rimane traccia, se non nel nome d’una casa colonica nella valle del Rufina, ai piedi del Borgo di Pinzano.

TREBBIO (Pontassieve)
Concesso dal Vescovo di Firenze ai Pazzi, divenne il centro della potenza di questa famiglia in Val di Sieve e fu trasformato da questi nella residenza fortificata dalla quale tentarono di ostacolare l'ascesa dei Medici a Firenze..

VICO (Pontassieve) /
Documentato dal 1128, il castello di Vico occupava una collinetta accanto alla fattoria di Grignano, che ospitò anche una chiesa (S. Niccolò a Vico) ed una casa colonica, ora del tutto deserta.

VIESCA (Reggello) /
Citato fin dal 1118, il castello di Viesca sorgeva su una collinetta che domina la confluenza tra il torrente Resco e l’Arno, dove permangono tracce delle fondamementa.

VOLOGNANO (Rignano) /
Il castello appare oggi trasformato in una villa dai connotati neogotici anche se appaiono conservate parti dell’antica costruzione: le due porte a sud e a nord ed il torrione cimato. Appartenendo ad una consorteria ghibellina, il castello fu confiscato dopo la rivincita guelfa del 1267.

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INDICE ALFABETICO per COMUNI

I Castelli nel Comune di Pelago

ALTOMENA (Pelago)
Posto su uno sprone delle alture che degradano verso l'Arno, il castello, appartenuto ai Guidi, è stato trasformato in una grande villa-fattoria assorbendo le varie preesistenze medievali.

BIBBIANO (Pelago) /
Del castello scomparso non rimangono tracce sicure, se non nel toponimo Castelvecchio, conservato da una casa colonica.

DIACCETO (Pelago) /
Appartenuto ai Cattani da Diacceto, il castello è stato trasformato in villa. Del castello medievale (già ridotto a castellare nel 1376) si identificano due torri: quella localizzata nel giardino, che ha subito un rifacimento tardo-ottocentesco, e quella su cui è impostata la parte centrale della villa.

FERRANO (Pelago) /
Interessante villa in forma di castello neo-gotico, costruita nel XIX sec. interamente in pietra.

MAGNALE (Pelago) /
Il castello sorgeva sulla sommità della collina che domina Paterno, poi occupata da un oratorio settecentesco. Citato già nel 1103, fu oggetto di contese giurisdizionali tra i Conti Guidi e gli abati di Vallombrosa, che si fregiavano del titolo di Conti di Magnale.

NIPOZZANO (Pelago)
Signoria dei conti Guidi, Nipozzano faceva parte di un sistema di castelli che controllavano la confluenza di Arno e Sieve. Dagli ultimi vassalli dei Guidi, i Da Quona, passò nel XIII secolo all'Abbazia di San Fedele a Strumi e da questa alla famiglia Cerchi. Alla fine del XIV secolo il castello venne trasformato dagli Albizzi in residenza signorile.

PELAGO /
Il centro storico si è sviluppato ai piedi dell'antico castello, ancora leggibile nell'organizzazione urbanistica dell'area che comprende la pieve ed il municipio. Appartenne ai Cattani da Diacceto fin dal XIII secolo; l’unico episodio per il quale è ricordato nelle Cronache è l’occupazione da parte dei Guelfi esiliati da Firenze dal 1248 al 1253.

RISTONCHI (Pelago) /
Si tratta di un possente torrione feudale ottimamente conservato e di notevole suggestione, citato fin dal 1081 ed appartenuto al Monastero di Vallombrosa. Secondo alcune fonti storiche la torre fu completamente distrutta durante l'assedio dei Ghibellini nel 1248 e ricostruita nel 1346.

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I Castelli nel Comune di Pontassieve

ACERAIA (Montaceraia), (Pontassieve) /
Del castello, citato fin dal 1188, non rimane niente di visibile, se non il modesto rilievo su cui forse sorgeva e che, probabilmente, ne nasconde i resti.

ACONE (Pontassieve) /
Del castello, documentato fin dal 1079 ed appartenuto alla famiglia dei Cerchi, non rimane traccia, a seguito delle trasformazioni operate dai vecchi e nuovi proprietari dell’omonima villa.

CAPRAIA (Pontassieve) /
Della fortificazione di Capraia (forse originariamente una torre) non rimane nulla, sul sito ora occupato da una casa colonica ricostruita dopo l’ultima guerra. La posizione domina la valle della Sieve. Di questo castello si parla già nel 1164.

CASTAGNA (Poggio della Castagna), (Pontassieve) /
Sito di un castellare strusco.

FARNETO (Pontassieve) /
Nessuna traccia evidente rimane del castello, documentato fin dal ...

GALIGA (Pontassieve) /
Il castello occupava lo sprone proteso sulla valle dell'Argomenna di fronte a Monte Giovi, e dove sorge tuttora la chiesa parrocchiale. La più antica menzione si rileva da un diploma dell’anno 960. Corte e castello erano infeudati ai Guidi almeno dal 1164. Nel 1227 passarono sotto il dominio della curia vescovile di Firenze insieme al castello di Monte Croce.

GRICIGLIANO (Pontassieve) /
Raro esempio di villa con fossato (su 3 lati), nasce come fortilizio dei Guadagni, passato poi ai Martelli che ne fecero una villa splendida di cui si possono tuttora apprezzare i caratteri architettonici e ciò che resta del prezioso parco.

LUBACO (Pontassieve) /
Dell'antico castello dei Guadagni rimangono esili tracce sulla collinetta che domina il Mulinuccio, dove sono stati individuati i resti delle fondamenta di una fortificazione e, più a monte, di un palazzo trecentesco.

MONTACERAIA (Aceraia), (Pontassieve) /
Del castello, citato fin dal 1188, non rimane niente di visibile, se non il modesto rilievo su cui forse sorgeva e che, probabilmente, ne nasconde i resti.

MONTALTO (Pontassieve) /
Alcune delle strutture del castello sono state probabilmente inglobate nell’insediamento ancora visibile sullo sprone che aggetta sulla valle dell’Argomenna. Citato già nel 1066, fu di proprietà dei monasteri fiorentini di S. Piero e di S. Miniato.

MONTEBONELLO (Pontassieve) /
Del castello originario (citato fin dal 1099) rimane ben conservato lo slanciato torrione centrale, circondato da alcune casupole che furono costruite appoggiandosi ai resti delle mura di cinta. Nel XIII secolo la curia vescovile fiesolana nominava un visconte del governo di Montebonello, Petrognano, Agna e Turicchi.

MONTE DI CROCE (Pontassieve) /
Sulla collina che porta il suo nome rimangono solo i resti di una chiesa romanica. Fu un grande ed importante castello dei Conti Guidi, che respinse più volte l'assedio posto dall'esercito fiorentino tra 1143 e 1146. Accessibile per sentiero dal paese di Fornello.

MONTEFIESOLE (Pontassieve) /
Ruderi delle mura rimangono visibili sulla collinetta che sovrasta l'omonima pieve, in una posizione dominante. La più antica menzione del castello è del 1196. Il distretto del castello era amministrato, per conto del vescovo di Firenze, da un podestà la cui giurisdizione si estendeva su altre località della Val di Sieve inlcuse nella signoria Vescovile.

MONTELORO (Pontassieve) /
Ruderi imponenti ma pericolanti (attenzione!!) rimangono delle mura e della torre principale, nei pressi dell'omonima pieve romanica. Fu feudo dei vescovi di Fiesole fin dall'Alto Medioevo, forse per antica donazione dell’imperatore Lotario (823-855).

MONTEROTONDO (Pontassieve) /
Dell’antico castello rimane soltanto il rudere di un'antica torre a dominare il Mugello dall'alto della collina. Citato fin dal 1164, passò nel 1227 dai Conti Guidi al Vescovo di Firenze. Raggiungibile per sentieri da S. Brigida.

PIEVECCHIA (Pontassieve) /
Sull’area, forse anticamente occupata da un’antica pieve, sorge ora una villa-fattoria da cui svetta una torre di notevole altezza che, seppur rimaneggiata, dichiara la sua origine militare.

PONTASSIEVE /
Il centro storico comprende una fortificazione, eretta dai fiorentini intorno al 1375, di cui sono ancora ben visibili e conservate le porte Fiorentina, da Filicaia e dell'Orologio, oltre ad ampi tratti delle mura.

QUONA (Pontassieve) /
Assediato e distrutto dall'esercito fiorentino nel 1143. Rimangono solo tracce delle fondamenta della chiesa di S. Giusto, che sorgeva all’interno del castello, circa 1 km a monte della località di S. Martino.

TORRE A DECIMA (Pontassieve)
Attorno all'antica torre dei Saltarelli, ricchi notai fiorentini, venne edificato, nel XIV secolo, il fortilizio quadrangolare poi trasformato dai Pazzi in villa-fattoria.

TREBBIO (Pontassieve)
Concesso dal Vescovo di Firenze ai Pazzi, divenne il centro della potenza di questa famiglia in Val di Sieve e fu trasformato da questi nella residenza fortificata dalla quale tentarono di ostacolare l'ascesa dei Medici a Firenze..

VICO (Pontassieve) /
Documentato dal 1128, il castello di Vico occupava una collinetta accanto alla fattoria di Grignano, che ospitò anche una chiesa (S. Niccolò a Vico) ed una casa colonica, ora del tutto deserta.

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I Castelli nel Comune di Reggello

ARFOLI (Reggello) /
I documenti parlano di un castello appartenuto alla signoria di Vallombrosa, a cui gli uomini di Arfoli dovevano fedeltà (1257). Della sua localizzazione non rimangono tracce evidenti.

BONSI (Reggello) /
Notevole complesso di villa-fattoria ricostruito nel 1920 in stile neo-gotico in forme castellane, di sicuro interesse architettonico ed ambientale.

CAMPIFIRACCHI (Reggello) /
L’antico castello, citato fin dal 1234, ospitava al suo interno la chiesa di S. Martino. Oggi sono visibili solo alcune case coloniche che hanno incorporato tratti del muro di cinta.

CASCIA VECCHIA (Reggello) /
Dell’antico castello non rimangono che pochi resti nei pressi di due case coloniche, ai margini del pianoro boscoso che, improvvisamente, sprofonda nelle balze. Citato già nel 1066, ospitava la chiesa di S. Andrea.

CASCIA NUOVA (Reggello) /
Sorgeva presso l’attuale abitato di Cascia, in prossimità della splendida Pieve romanica, in corrispondenza del nucleo denominato "Sergenti". Nel 1102 appartenteva per metà al Vescovo di Fiesole.

CASTELLARE (Poggio Castellare), Reggello) /
Dell'antica fortificazione rimangono tracce sullo sperone che domina la vallata, raggiungibile solo per sentiero.

CASTELLUCCIO(Poggio Castelluccio), (Reggello) /
Di certo era sede di una torre di avvistamento di cui rimangono i ruderi a cavallo del crinale ( a 1386 m di altitudine)

CETINA VECCHIA (Reggello) /
Citato già nel 1097, occupava un’area nei pressi di una casa colonica al Pina di Tegna, in posizione dominante sulla Valle dell’Arno. Non ne rimangono tracce evidenti.

FONDOLI (Reggello) /
Il documento più antico che parli del castello è del 1066. Sul posto resta solo il ricordo dell’antica chiesa castellana, anch’essa scomparsa, nel toponimo "Poggio di Santa Lucia".

LECCIO (Reggello) /
Due case coloniche occupano il sito dell’antico castello, di cui una ha inglobato la torre centrale e altre strutture originarie. Il castello, citato fin dal 1169, venne occupato nel 1312 dalle truppe dell’imperatore Arrigo VII.

LUCO (Reggello) /
Nessuna traccia, ad esclusione del toponimo Rio di Luco, rimane di quello che doveva esser stato uno dei più importanti insediamenti altomedievali del Valdarno superiore: il Castello di Luco è infatti citato in una donazione del Marchese Ugo di Toscana alla Badia Fiorentina (anno 995).

MONTACUTO (Reggello) /
Di questo castello di montagna, che domina il sottostante Poggio della regina, rimangono solo i ruderi del crollo di una torre. Nel 1290 apparteneva al conte Guido Novello, quando venne assalito e danneggiato dall’esercito fiorentino.

OSTINA (Reggello) /
Due furono i castellli di Ostina: il Castelvecchio era localizzato sulla lingua di altopiano compreso tra il Resco e il Rio di Luco, e le poche tracce superstiti sono pressoché inaccessibili a causa del terreno franoso; il Castelnuovo venne a sostuirsi al vecchio insediamento dopo la sua distruzione nel 1305, localizzandosi nell’area ora occupata dal borgo a sud dell’omonima chiesa.

PITIANUZZO (Reggello) /
Pochi documenti del XIV secolo attestano l'esistenza di questo castello, non localizzabile, appartenuto all'Abbazia di Vallombrosa.

POGGIO ALLA REGINA (Reggello)
Il castello di Castiglione occupa la sommità pianeggiante del Poggio alla Regina a 913 m. Attualmente il sito è interessato da uno scavo archeologico dell'Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Storia. I dati archeologici testimoniano la storia del sito dalle origini altomedievali - con tracce di frequentazioni più antiche - al suo sviluppo 'feudale' fino all'abbandono avvenuto nei decenni centrali del XIV secolo.

POGGIO CASTELLARE (Castellare), Reggello) /
Dell'antica fortificazione rimangono tracce sullo sperone omonimo, nella valle del Resco Cascese, in prossimità di Lavana; è raggiungibile solo per sentiero.

POGGIO CASTELLUCCIO(Castelluccio), (Reggello) /
Il Poggio Castelluccio, sotto l'Uomo di Sasso, era sede di una torre di avvistamento di cui rimangono i ruderi a cavallo del crinale ( a 1386 m di altitudine).

SAMMEZZANO (Reggello) /
Il castello-villa di Sammezzano fu acquistato nel 1605 dagli Ximenes d’Aragona e passò in eredità nel 1816 ai Panciatichi. All’opera di Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, nella duplice veste di committente ed architetto, si deve l’aspetto attuale del complesso che rappresenta un originale castello moresco circondato da un bellissimo parco.

SANTELLERO (Reggello) /
Dell’insediamento fortificato, trasformato in villa, restono la torre centrale, parzialmente ricostruita, e tratti della cinta muraria sulla quale sono state addossate parte delle case. Molto probabilmente questo castello fu fondato in epoca altomedievale per difesa dell’abbazia benedettina di S. Ilario in Alfiano, distrutta del 1267 ad opera di Carlo d’Angiò e dei guelfi fiorentini.

TORRE A MONTE (Reggello) /
Sulla collina che domina S. Clemente a Sociana, e controlla il lato est del Ponte a Rignano, sorgono due edifici d’architettura neo-gotica, entrambi a forma di tozza torre: uno bianco ed uno di pietra grigia. Quest’ultimo potrebbe essere l’ultima trasformazione di una struttura fortificata d’origine ben più antica.

TORRE DEL CASTELLANO (Reggello)
Il castello domina in evidente posizione la piana di Incisa. Sorto come torre di avvistamento, venne trasformato dai Castellani, nel XIV secolo, in severa residenza signorile.

TORRE DE' BANDINELLI (Reggello) /
Dai caratteri simili alla Torre dell’Isola, questa grande torre, in perfetto stato di conservazione, si innalza a dominare la stretta dell’Incisa ergendosi da un palazzo d’impronta cinquecentesca.

VIESCA (Reggello) /
Citato fin dal 1118, il castello di Viesca sorgeva su una collinetta che domina la confluenza tra il torrente Resco e l’Arno, dove permangono tracce delle fondamementa.

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I Castelli nel Comune di Rignano

 

ANTICA (Rignano) /
Situato sulla sommità di una collina, il castello di Antica è stato trasformato in villa. Tra le testimonianze medievali superstiti da segnalare le strutture della romanica chiesa di S. Andrea. Nel XIII sec. era proprietà dei Malespini di Firenze

BISTICCI (Rignano)
 

CASTIGLIONCHIO (Rignano) /
Posto su di uno sperone che si protende nella vallecola del torrente omonimo, il castello (citato già nel 1066) è stato trasformato in villa-fattoria che conserva tratti di mura, due porte ed un possente torrione. Una cinta esterna assai più ampia, della quale restano poche tracce, circondava la chiesa e le terre intorno. Dopo la sconfitta di Montaperti (1260) subì notevoli danni ad opera dei ghibellini.

FONTEPETRINI (Rignano) /
Si tratta di un complesso fortificato composto da due torri unite da un alto muro, in un insieme di notevole valore architettonico, che comprende un cortiletto quattrocentesco ed alcune da alcune aggiunte ottocentesche di gusto neo-gotico.

MARCIANA (Rignano) /
Due case coloniche occupano quello che fu il sito del castello di Marciana, citato fin dal 1065 come possesso di un tal Teodorico di Gherardo, forse collegato alla casata detta "dei nipoti di Ranieri".

MIRANSU' (Rignano) /
Resti del castello sulla collina sovrastante la Pieve

MONTE CORNETO (Rignano) /
Una grande struttura fortificata, in parte riadattata a residenza, sorge tutt’ora sulla collina che domina il Bombone, conservando ampi tratti delle alte mura originarie.

MORIANO (Rignano) /
Scarsi i documenti che parlano del castello di Moriano, oggi non più visibile. Al suo posto sorgono una chiesa e una villa.

PERTICAIA (Rignano) /
Sull’area occupata un tempo dal castello sorge ora la chiesa di Perticaia, sulla cima di una silelziosa e verde collina. Il castello viene citato per la prima volta in un documento del 1066.

RIGNANO /
Due furono i castelli di Rignano, che i documenti distinguono tra vecchio e nuovo, ambedue presenti fin dal 1086. Le localizzazioni più accettate indicano il Castelnuovo presso le case coloniche "Rignano" e il Castelvecchio presso la colonica di Casa Stecco, ma le ricerche non sono ancora concluse.

ROSANO (Rignano) /
Un documento dell’XI secolo parla esplicitamente del castello e monastero di Rosano, ma a tutt’oggi è difficile individuarne l’esatta localizzazione.

TORRE A CONA (Rignano) /
La grande villa di Torre a Cona ingloba nella sua struttura un possente torrione medievale, ben visibile dal retro. L’intero complesso è di grande interesse, anche per il grande parco che lo circonda.

TORRE DELL' ISOLA (Rignano) /
Una notevole torre merlata, munita di caditoie, si erge da un complesso medievale alle porte di Rignano. Si tratta di una struttura di grande suggestione, il cui nome ricorda un isolotto formatosi nell’Arno, che scorre a poche decine di metri.

VOLOGNANO (Rignano) /
Il castello appare oggi trasformato in una villa dai connotati neogotici anche se appaiono conservate parti dell’antica costruzione: le due porte a sud e a nord ed il torrione cimato. Appartenendo ad una consorteria ghibellina, il castello fu confiscato dopo la rivincita guelfa del 1267.

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I Castelli nel Comune di Rufina

AGNA (Rufina) /
Due bolle papali del XII sec. fanno fede dell’esistenza di questo castello, sulle cui strutture fu poi costruito un intero villaggio che conserva ancora un pregevole ed omogeneo carattere architettonico.

CASTEL SAN PIETRO (San Pietro), (Rufina) /
La collinetta presso lo Spedaletto, sulla strada della Consuma, conserva ancora le tracce di quello che doveva essere Castel San Pietro, una terra nuova fortificata che il Comune di Firenze voleva porre a difesa del valico. Iniziata nel 1329, la costruzione, che doveva coprire oltre 6 ettari, venne condotta in maniera discontinua, per poi venir abbandonata dopo l'epidemia della "peste nera" (1348).

CASTIGLIONI (Rufina) /
Di quello che fu il "palazzo magnifico e fortezza e poi comoda villeggiatura dei Vescovi di Fiesole" rimane ancora l’imponente massa quadrilatera. Sul lato orientale una torre semicircolare costituisce, nella parte bassa, l’abside di una cappella romanica che dovrebbe corrispondere all’antica chiesa di San Donato. Esternamente al castello è un piccolo borgo rurale che conserva elementi architettonici d’epoca medievale.

FALGANO (Rufina) /
Difficile individuare il sito originario del castello, citato in documenti del 1068. Tutta l’area è ricca di notevoli insediamenti medievali come Alberi e Bavecchia.

POGGIO CASTELLO (Rufina) /
Sul poggio che sovrasta l'Oratorio della Madonna dei Fossi uno scavo archeologico ha evidenziato la presenza di una fortificazione alto medievale.

RUFINA /
Un castellare, nel sito dove sorgeva l’antico insediamento di Rufina e la chiesa originaria di S. Martino, è stato oggetto di rilievi da parte degli archeologi. La località è difficilmente raggiungibile, su uno sprone che si protende sulla bassa e boscosa valle del torrente omonimo.

SAN PIETRO (Castel S. Pietro), (Rufina) /
La collinetta presso lo Spedaletto, sulla strada della Consuma, conserva ancora le tracce di quello che doveva essere Castel San Pietro, una terra nuova fortificata che il Comune di Firenze voleva porre a difesa del valico. Iniziata nel 1329, la costruzione, che doveva coprire oltre 6 ettari, venne condotta in maniera discontinua, per poi venir abbandonata dopo l'epidemia della "peste nera" (1348).

SELVAPIANA ( Rufina) /
La Villa di Selvapiana si sviluppa intorno ad un'alta torre medievale.

LA TORRE  (Rufina) /
Villa che ingloba una torre medievale ...

TORTA (Rufina) /
Dell’antico castello della Tòrta, appartenuto ai Cerchi e documentato fino al XIV sec., non rimane traccia, se non nel nome d’una casa colonica nella valle del Rufina, ai piedi del Borgo di Pinzano.

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