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Il territorio del comune di Reggello si estende per 121,22 kmq prevalentemente in
montagna, dal versante nord-occidentale del Pratomagno al Valdarno Superiore. Antica
podesteria medievale con il nome di Cascia, ha raggiunto lattuale assetto
territoriale nel 1840, quando gli vennero annesse le parrocchie di San Clemente e di Santa
Maria a Sociana.
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Lattuale Reggello è, probabilmente, quello che anticamente era chiamato Castenuovo
della pieve di Cascia, come risulta da due bolle papali del 1103 e del
1134, e che si distingueva dal Castelvecchio di Cascia, di proprietà dei conti Guidi,
dove trovarono rifugio nel 1248 alcuni guelfi fiorentini cacciati dalla fazione ghibellina
allora dominante in Firenze.
Passato sotto il dominio della Repubblica fiorentina tra la fine del XIII e linizio
del XIV secolo, il castello di Cascia fu fortificato nel 1385, con una spesa di 2000 libre
stanziate dal capoluogo toscano.
La denominazione Reggello, intesa a significare il capoluogo di comunità, risale alla
legge del granduca Pietro Leopoldo del 1773.
Nel territorio di Reggello ha storia più antica il monastero di Vallombrosa, fondato da San Giovanni Gualberto de Visdomini e basilica madre dellordine vallombrosano. Limportanza del piccolo romitorio costituitosi nella prima metà del Mille crebbe rapidamente per le numerose donazioni di terre circostanti; gli abati ebbero il titolo di conti di Magnale conferitogli già da Matilde di Canossa e, nel XV secolo, di marchesi di Canneto e Monteverdi. Ricostruito nella seconda metà del Quattrocento e poi di nuovo a metà del XVI secolo, dopo che nel 1519 le milizie di Carlo V lo avevano gravemente danneggiato, il monastero fu soppresso dalle leggi napoleoniche nel 1808. Ricostruito nel 1817, fu soppresso ancora dal governo italiano nel 1866. È dal 1963 che la congregazione è tornata a disporne totalmente.
Per approfondire la conoscenza di Vallombrosa e della sua storia > Vallombrosa
Secondo le statistiche del 1936 circa il 72% della popolazione attiva del Comune di
Reggello era impiegata nellagricoltura; questa era la percentuale più alta fra
tutti gli altri comuni del Valdarno Superiore in Provincia di Firenze. Durante il
ventennio fascista mancò nelle campagne reggellesi il lavoro politico delle
organizzazioni antifasciste clandestine, ed a ciò vanno forse attribuiti i ritardi nella
partecipazione dei contadini alla Resistenza. Il movimento cattolico non si era assuefatto
al regime, dopo che i popolari erano stati cacciati dai fascisti dalla guida del Comune
del 1923, e non mancarono momenti di scontro come dopo la grandiosa processione per
implorare la pace del 31 Maggio 1943.
La caduta di Mussolini fu accolta anche a Reggello con la speranza della fine della
guerra; ovunque si manifestò pubblicamente contro il fascismo e le sue istituzioni. A
Donnini il 27 Luglio alcuni giovani entrarono nella casa del fascio e distrussero quadri,
gagliardetti, lapidi e insegne. Quando l8 Settembre fu annunciato alla radio
lArmistizio, ci fu un euforia generale: "Canti di gioia risuonarono ovunque,
suoni di campane fino a tarda notte, fuochi presso ogni casolare".
Successivamente quando la Repubblica Sociale Italiana cercò di riorganizzare
lesercito ed i fascisti di restaurare il vecchio ordine, non essendosi ancora
organizzata la Resistenza, gruppi di sbandati e renitenti alla leva cercarono rifugio nei
boschi sottostanti il Pratomagno, aiutati dai contadini che vivevano nelle case sparse.
Sorse anche a Reggello un Comitato antifascista ed i contadini diedero largo consenso e
appoggio a coloro che si assunsero la responsabilità della guida politica. A capo della
piazza di Reggello era stato messo un austriaco, molto religioso e tollerante: si deve
anche a lui se la dominazione tedesca, seppure dura e prepotente, non diede origine a
crudeltà verso le persone; tuttavia si compirono continue razzie di animali e di generi
alimentari.
Le formazioni partigiane che si erano stabilite sul Pratomagno e che contribuirono alla
liberazione di Reggello, furono la Tricolore Perseo comandata da Giuseppe Politi, detto
Braccioforte, facente capo al mondo cattolico, e la XXII brigata Garibaldi Lancillotto
comandata da Aligi Barducci detto Potente; a questultima appartenevano alcuni
contadini reggellesi. Il Comitato di Liberazione Nazionale locale era formato da Ruggero
Lombardi, Gino Sottili, Gino Monticini, Roberto Briganti, Mario Catolfi, Andrea Romani e
Ferruccio Sottili. Data la sua vastità, il territorio non fu liberato simultaneamente: il
giorno 3 Agosto 1944 fu liberata la frazione di Montanino, il 4 quella di Cancelli, il 9
il capoluogo e nei giorni successivi le frazioni di Donnini, Tosi e Vallombrosa. A capo
della piazza di Reggello fu posto provvisoriamente un ufficiale inglese che nominò Gino
Sottili, comunista, sindaco. Nel Settembre il comando passò allamercano William R.
Thompson il quale sostituì il Sottili con Gino Monticini, democristiano. Dopo la partenza
del comando americano nel Luglio 45, fu nominato commissario prefettizio Giovanni
Fabbrini che rimase in carica fino alle elezioni amministrative del 46, in seguito
alle quali fu eletto sindaco Luigi Lazzerini del Partito Comunista.
Dopo la guerra iniziò subito la ricostruzione tra molti contrasti e difficoltà; nel
ventennio successivo si assistette allesodo massiccio dei contadini dalle campagne e
si verificò un forte calo demografico. Dalla fine degli anni Sessanta nel Comune si è
verificato, nel territorio di fondovalle, linsediamento di numerose imprese
industriali, che hanno contribuito ad elevare il tenore di vita della popolazione.
Nel passato le risorse economiche del territorio di Reggello venivano dia prodotti del bosco (le foreste sono sempre state fittissime di faggi, castagni e abeti) e dallagricoltura (particolarmente olio e vino); tradizionale arte degli abitanti di questa comunità era la lavorazione del legno per ricavarne attrezzi, mobili e vasi vinari. Diffusa era la filatura a domicilio di lana, lino e canapa per i mercati fiorentini e la produzione di tele di lino, di tappeti e di terraglie. Tra le risorse economiche attuali, lagricoltura dà olive per un ottimo olio, uva da vino, frumento, frutta e foraggi. Alla silvicoltura è legata lattività di segherie e qualificate fabbriche di mobili (in particolare nella frazione di Tosi); sono inoltre presenti un salumificio, due aziende farmaceutiche, una elettromeccanica, per la lavorazione della pelle (soprattutto calzature) e oleifici. Il turismo è risorsa eminente nelle località di Vallombrosa e del Saltino. In anni recenti si è sviluppato lagriturismo molto frequentato da turisti italiani e stranieri.
La popolazione totale del territorio comunale raggiunge le 12601 unità nel 1991
con una densità di 104 abitanti per kmq. In passato, la comunità di Reggello contava
5339 abitanti nel 1551, 7453 nel 1745, 9372 nel 1830, 10991 nel 1881, 13900 nel 1936,
14173 nel 1951, 12289 nel 1961, 11091 nel 1971 e 11966 nel 1981.
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Dazzurro, allorso doro, rivolto a passante sulla
campagna al naturale, verso un leccio dello stesso, posto nel fianco sinistro e nodrito
della campagna; accompagnato nel cantone destro del capo da una palla dargento
carica di una croce di rosso (Decreto del Capo del governo in data 20 febbraio 1935). |
Drappo di colore azzurro, ornato di ricami dargento e caricato dello stemma
comunale, con liscrizione centrata in argento: "Comune di Reggello" (Regio
decreto in data 21 dicembre 1936). La figura dellorso fu lo stemma della lega di
Cascia. Il leccio, posto accanto allorso, allude probabilmente alla frazione
omonima, una delle più popolari della comunità. In alto, a destra, la palla
dargento con la croce rossa sta a indicare lantica dipendenza della comunità
dalla repubblica fiorentina.
Il Comune di Reggello - Le Architetture
I Castelli
Chiese, oratori e altri edifici di culto
Mulini e altri edifici idraulici o eolici
Plebato di S. Pietro a Pitiana
nel comune di Pelago
Demografia
anno 1427
La popolazione nella Podesteria di Cascia secondo i dati del Catasto della
Repubblica Fiorentina
| Piviere di Cascia | fuochi | abitanti |
| S. Pietro a Cascia | 29 | 145 |
| S. Salvatore a Leccio | 43 | 201 |
| S. Giusto a Ruoti | 10 | 66 |
| S. Andrea a Cascia | 17 | 104 |
| S. Miniato alle Serre | 23 | 109 |
| S. Silio a Cascia | 13 | 57 |
| S. Tea a Cascia | 13 | 53 |
| S. Niccolò a Forli | 32 | 134 |
| S. Martino | 23 | 96 |
| S. Tommè a Ostina | 46 | 213 |
| S. Michele (Caselli) | 14 | 61 |
| S. Lorenzo (Rona) | 13 | 58 |
| S. Stefano (Cetinavec.) | 26 | 155 |
| S. Margherita Cancelli | 34 | 167 |
| S. Agata (Arfoli) | 33 | 144 |
| S. Piero (Viesca) | 27 | 150 |
| Piviere di Pitiana | fuochi | abitanti |
| S. Pietro a Pitiana | 23 | 108 |
| S. Bartolo Montacuto | 8 | 29 |
| S. Martino Campifirac. | 5 | 23 |
| S. Maria Sociana | 15 | 59 |
| S. Maria Garnialla | 18 | 83 |
| S. Donato Fronzano | 31 | 124 |
| S. Niccolò Magnale | 16 | 50 |
| S. Andrea a Tosi | 27 | 94 |
| S. Martino Pagiano | 6 | 32 |
| S. Stefano a Pitiana | 13 | 76 |
| S. Lorenzo Fontisterni | 12 | 64 |
| S. Maria a S. Ellero | 10 | 43 |
Fonte: Klapisch-Zuber ...
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