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| Pontassieve | Lubaco | Lubaco, S. Gervasio |
La Storia dell'Oratorio della
Madonna del Sasso
Indice
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| L'Oratorio del Sasso in una veduta del Settecento |
LOratorio - Santuario della Madonna al Sasso sorge a 565m. s.l.m., alla
testata della valle del torrente Sieci, nei pressi dellabitato di
S.Brigida, nel
plebato di Lubaco.
Le sue origini sono oscure. Si narra che sul luogo sorgesse in antico, a custodia di una
statua della Madonna posta nei pressi di una roccia e di una piccola fonte, il cosiddetto Tabernacolo
dellEremita (tradizionalmente identificato nellirlandese S. Andrea,
fratello di S. Brigida -IX sec.-), affiancato nellXI sec. da un primo oratorio detto
appunto al Romito: a questultimo sono stati ricollegati i pochi resti
rinvenuti casualmente durante dei lavori condotti sotto il pavimento della cappella delle
apparizioni tra il 1960 e il 1975.
La località era in antico individuata dal toponimo dorigine latina saxum o
silex o "masso", cui col tempo si affiancò quello di "Monte
Romito"; la denominazione moderna di Oratorio Santuario della Madonna
"al" Sasso o "del" Sasso sarebbe quindi da ricondursi non tanto
allapparizione della Vergine seduta su di un masso, bensì al più antico toponimo
latino.
La leggenda vuole che qui la Madonna sia apparsa una prima volta il 2 luglio
1484 a due pastorelle abitanti in una vicina casa detta Linari (le sorelle
Ricovera), recatesi a pregare limmagine sacra della Vergine per ottenere la
guarigione e la liberazione del babbo, incarcerato alle Stinche di Firenze.
Le apparizioni della Madonna successivamente recepite dal calendario liturgico del
Santuario furono altre cinque, e cioè quelle del 21 settembre (ricorrenza di S. Matteo
Apostolo) e 26 dicembre (festività di S. Stefano) 1484, e quelle del 24 giugno (per il
giorno di S. Giovanni Battista), e del 15 e 22 agosto dellanno successivo.
Il 2 luglio 1490 fu intrapresa ledificazione della nuova chiesa,
così come richiesto dalla Vergine nella sua ultima apparizione: le mura
delledificio incorporarono il tabernacolo ove le pastorelle si erano recate a
pregare.
I lavori procedettero rapidamente, sotto la direzione del Collegio dei Cittadini
Fiorentini.
Intorno al 1504 risultava già ultimato laltare principale in pietra serena,
con tre eleganti nicchie. In quella centrale fu posta la statua della Madonna in
pietra proveniente dal tabernacolo delleremita, e ai suoi piedi furono poggiati,
oltre a una porzione della roccia sopra la quale era comparsa la Vergine, tre bassorilievi
(65x22 cm.), dorati e tirati a stucco; quello centrale raffigura una Madonna
dellUmiltà, seduta sopra una roccia, che invita a sé una figura femminile (che in
secondo piano è riprodotta mentre sta filando e badando alle pecore), ed ha alla sinistra
un uomo raffigurato in ginocchio. Il bassorilievo di sinistra rappresenta S. Stefano
lapidato, e quello di destra S. Giovanni Battista predicatore.
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L'interno dell'Oratorio superiore, visto verso l'altare maggiore |
Nello stesso anno (in data primo ottobre 1504), papa Giulio II indirizzò al Priore e ai frati della SS. Annunziata di Firenze (che avevano giurisdizione parrocchiale sul Sasso) una bolla ("Digna Exauditione"), con la quale si intimava di consegnare alla Chiesa le elemosine e le donazioni lasciate ai "laici" (cioè i patrizi fiorentini custodi del luogo sacro: famiglie Catellini, Guadagni, Pazzi, Martelli, etc.), dalle "moltitudini di fedeli" in pellegrinaggio allOratorio.
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La bolla papale del 1504 |
A seguito di un breve papale (datato 15 maggio 1506) indirizzato allArcivescovo di Firenze, fu deciso che i "laici" avrebbero continuato a sovrintendere alloratorio, organizzati nella cosiddetta Opera del Sasso, di cui avrebbe fatto parte anche il Priore della chiesa della SS. Annunziata.
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Stemmi di alcune delle famiglie nobili fiorentine che
fornirono i "custodi patrizi" membri dell'Opera del Sasso: Catellini da Castiglione |
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Guadagni |
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Il Sasso dal Cinquecento ai giorni nostri
Dal primo inventario dei beni dell "Oratorio della Gloriosa Vergine Maria al Masso al Romito" (febbraio 1515) rileviamo che sullaltare maggiore, al posto della statua in cattivo stato di conservazione, si trovava un immagine della Madonna con quattro santi attribuita a Lorenzo Monaco (1370-1425): questo prezioso dipinto, proveniente dalloratorio del romito, venne successivamente trasportato nella parete di fondo della Sala del Consiglio e fu sostituito sullaltar maggiore prima (1522) dallex voto della Madonna delle Grazie e poi (1965) dalla statua della Madonna del Vangelo.
Intorno al 1520 si procedette ad apportare modifiche ai bassorilievi posti sotto laltare (di carattere troppo accentuatamente evangelico), in conformità dei nuovi indirizzi ecclesiastici tesi ad incentivare la devozione mariana: il bassorilievo di destra (raffigurante S. Giovanni Battista) fu trasformato nellimmagine di un predicatore su un pulpito sormontato da una stella (riferimento alle profezie mariane contenute nellantico testamento), quello di sinistra (con S. Stefano) diventò una rappresentazione di adorazione dei Magi recanti doni a Gesù (tenuto in grembo dalla Vergine), ed infine quello centrale (la Madonna dellUmiltà) fu modificato nella figura della Madonna gloriosa tra le nubi (recante in braccio il Bambino Gesù e assistita da due angeli), davanti alla quale stavano due giovani donne adoranti.
Il 22 maggio 1594 arrivò al Sasso, proveniente dalleremo di Camaldoli, il ven. Bernardino da Firenze (al secolo B. Ricciolini, 1560-1623): egli era stato invitato del Granduca Ferdinando I e del Generale dellOrdine dei Servi di Maria a contribuire alla rinascita materiale e morale del vicino Monastero di Monte Senario, e rimase ospite del santuario per poco meno di un anno. A lui si deve fra laltro listituzione di una zona di rispetto di fronte alla chiesa (il prato).
Tutto il complesso del Sasso fu oggetto di lavori di trasformazione ed ampliamenti nel
corso dei secoli XVII e XVIII, periodo in cui esso si arricchì anche di opere
darte.
Con motuproprio del Granduca Pietro Leopoldo il 21 marzo 1785 furono soppresse, tra le
altre, alcune compagnie facenti capo allOratorio del Sasso (anche se aventi sede
presso la Pieve di San Martino a Lubaco), tra cui la compagnia della Beata Vergine del
Monte Romito, quella di S. Matteo e quella di S. Stefano.
Sino a circa il 1640 loratorio-santuario fu affidato ai Servi di Maria -con il
titolo di "cappellani"-, che avevano alloggio nella canonica.
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Veduta dell'Oratorio del Sasso. Incisione da un disegno di Carlo Raffaello Paganelli (1804) |
Al loro posto si insediarono preti secolari che hanno retto pressoché ininterrottamente il santuario fino ai giorni nostri (salvo una breve parentesi a cavallo tra 800 e 900, allorché essi furono sostituiti dai Salesiani).
Battezzati: 1968-1970.
Cresimati: 1968-1970.
Matrimoni: 1968-1970.
Morti: 1968-1970.
Stato d'anime: 1968-1970.
Debitori e Creditori dell'Oratorio del Sasso: 1) 1504-1506; 2) 1520-1522; 3) 1544-1662.
Operai del Sasso: 1526.
Opera di S. Maria del Sasso: 1577-1580.
Amministrazione: 1580-1592.ù
Ricordanze, benefattori, inventori: 1581-1790.
Le opere successive si rifanno più o meno integralmente all’opera del Cassi, che a sua volta è in tutto debitore del Giani.
inoltre si vedano:
GIORGETTI R., L'organo del Santuario della Madonna del Sasso, in
"Corrispondenza", n.25, 1993, pp.28-29.
RASPINI G., Gli archivi parrocchiali della Diocesi di Fiesole, 1974,
p.214.