comune plebato popolo
Reggello Cascia Ostina

il Castello di 
Luco

Indice


Il sito

 Del castello di Luco, da ritenersi uno tra i più importanti insediamenti altomedievali del Valdarno superiore, non rimangono tracce di costruzioni e solo la toponomastica e pochi frammenti ceramici permettono ancora l’esatta localizzazione dello stanziamento sulla cima della collina detta Poggio a Luco (248 m s.l.m.) alla confluenza di due torrentelli che danno origine al Rio di Luco, un chilometro circa a nord di Ostina. L’origine altomedievale del sito è confermata dal toponimo (tav. 114, IV N.O.)

La storia

Del castello con il suo distretto si ha testimonianza a partire dal 995 quando il marchese Ugo di Toscana donò alla Badia di Firenze una casa et curte quam habeo infra comitatum et territorium florentinum, loco qui dicitur Luco, cum castello illo, quod ibidem aedificatum est, et cum ecclesia S. Clementis ibi constructa, insieme con le terre, vigne, case e masserizie che alla suddetta corte e castello appartenevano. Successivamente (1085) il castello di Luco, insieme a quello di Ostina, fu concesso dagli abati della Badia Fiorentina alla famiglia Pazzi di Valdarno, alla quale rimase fino al 1237, anno in cui i detti monaci ne riacquistarono il possesso. Nel secolo successivo per l’abitato di Luco doveva già essere iniziata la fase di decadenza. Di esso non si trova menzione nelle cronache e nella documentazione d’archivio del basso medioevo; è probabile che la popolazione sia stata assorbita dal vicino borgo-castello di Ostina sviluppatosi nel XIII secolo.
 
 

I documenti
 

995 Il marchese Ugo di Toscana dona alla Badia di Firenze casa et curte posta a Lucho cum castello illo qui ibi est edificatum et cum ecclesia Beati S. Clementi ibi constructa. Schiaparelli, Carte di Badia, p. 26.
1085 L’abate della Badia di Firenze allivella integro monte et poio et castello que est posito in loco q.n. Luco. Schiaparelli, Carte di Badia, p. 319.
1186 L’abate della Badia di Firenze allivella totum castellum de Luco cun tota curte et districtu, et totum castellum de Hostina cum tota curte et districtu. 
Enriques Agnoletti, Carte di Badia, p. 129.
1206 Vien dato possesso all’abate della Badia di Firenze di beni posti in castro de Luco et in castro de Castillione et earum curtibus et districtibus. 
Santini, Documenti, p. 232.
1209 L’abate della Badia di Firenze viene rimesso in possesso di beni posti in toto castro et curte de Hostina, in toto castro et curte de Luco, in tota curte et districtu et castro de Castiglione. 
SANTINI, Documenti, p. 234.
1237 La Badia fiorentina riacquista il possesso del castellum et curtem cum omnibus sedentibus et colonis et inquilinis et iurisdictione et omnibus pertinentiis de Luco et de Ostina vallis Arni. 
SANTINI, Documenti, p. 267.
1301 agosto 28. Un lodo conferma il possesso ad una Bilia vedova di mancino del popolo di S. Egidio di Firenze di quodam casolare de castello confinante con la platea comunis insieme ad alcuni appezzamenti di terra posti nel Castellare de Luco 
(Not. Antec. B. 1948, c. 85r).
1316 giugno 6. Alcuni magistri che avevano costruito degli edifici super podio Luchi affermano che dal 5 al 16 maggio non era stato fatto alcun lavoro e che le costruzioni fatte successivamente a questa data che consistevano in aliquanta filaria muri erano stae distrutte alla presenza del notaio (Not. Antec. M. 104, c. 51r).
Sferetta.gif (1193 byte)

ycastell.gif (12921 byte)