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Il Castello di 
Montebonello

Indice

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Il Castello di Montebonello

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Il torrione e le mura del castello di Montebonello, all'esterno delle quali si appoggiano tre casette. Nel disegno del Paganelli (1774) è ancora evidente una torre sull'angolo sud-orientale e, sulla destra, anche un'altra costruzione addossata.

Il sito

Posto su un risalto che, pur superando di poco i 200 m., domina un’ansa della Sieve di fronte alla Rufina, del castello di Montebonello rimane oggi un’alta torre che dovette costituire il mastio della fortificazione e che svetta tra alcune dimore rurali disposte in parte sul perimetro delle mura.

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La presenza di una sola apertura posta ad una certa altezza dal suolo indica la preminenza della funzione difensiva su quella abitativa, mentre il paramento murario e i rapporti dimensionali la mettono in rapporto con le più antiche torri cittadine.


La storia

La località è menzionata una prima volta, insieme ad altre poste sull’una e l’altra riva del tratto inferiore della Sieve, in un atto del 1099 col quale un conte Alberto figlio del conte Guido donava beni all’eremo di Camaldoli; ma come castello compare soltanto nel 1134 in una bolla diretta dal pontefice Innocenzo II a Giovanni vescovo di Fiesole riconoscendogli il possesso di terre, chiese, corti e luoghi fortificati e tra questi ultimi il castello di Montebonello. Ne venne la conferma dal papa Anastasio IV con bolla del 1153 diretta al vescovo Rodolfo. 
Nel XIII secolo la curia vescovile fiesolana nominò un proprio rappresentante col titolo di Visconte incaricato del governo di Montebonello, Petrognano, Agna e Turicchi.
 

mntbon22.jpg (16245 byte) La torre, unico resto evidente dell'antico castello, svetta sulle casupole costruite addossate al muro di cinta, ormai totalmente inglobato.
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I documenti
 

1281 febbraio 21. Si concede a Rogerius Rubeus di accettare la nomina a podestà e visconte sulle terre del vescovado fiesolano di Castiglione, Montebonello, Rufina, Petrognano, Valperti, Agna e Turicchi propostagli dal vescovo e dai canonici di Fiesole (Consulte I, p. 68).
1312 settembre. I castelli di S. Ellero, Nipozzano, Montebonello e Montefiesole si consegnano all'imperatore Arrigo VII (R. Davidsohn, IV, p. 67).
1312  settembre 10. Lettera inviata ai conti Guido da Battifolle e Guido Salvatico con la richiesta di invio di truppe ad partes Montis Bonelli in quanto il comune aveva ordinato quod comes Alberto de Mangona, vicarius in Mucello, veniat ad partes Montis Bonelli mentre Alamanno Adimari, vicario in Valdarno, avrebbe dovuto raggiungere Sant'Ellero (Bonaini, II, p. 84).
1312 febbraio 15. Lettera inviata al comune di Prato con la richiesta di 100 fanti per poter procedere al recupero di Nepozzano e Montebonello e riaprire così almeno una strada attraverso cui far giungere vettovaglie in città (Signori, Carteggi minutari 3, n. 28).
1312 febbraio 19. Lettera inviata al comune di Bologna con la preghiera di inviare il nobile Matteo da Colledonico con la sua comitiva in Valdisieve per il recupero delle terre di Nepozzano e di Montebonello que detinentur a rebellibus occupata, quarum recuperatio stratas quibus itur in Casentinum et Romandiolam reddet apertas et securas (Signori. Carteggi minutari 3, n. 23).
1313 maggio 4. Richiesta di aiuti da parte del comune fiorentino per la liberazione dei castelli di Poggibonsi, Incisa, Montevarchi, Nipozzano e Montebonello (Bonaini, II, p. 251).
1313 settembre 18. Pagamento ai Guidi e ai mercenari per l'assedio di Montebonello.
1325 novembre 15. Edificio ubicato nel castello di Montebonello (Not. Antec. A. 350).

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La torre di Montebonello in una cartolina degli anni trenta.

 

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