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Rignano Rignano Rignano

il centro abitato di
 Rignano

Indice


Le origini: le testimonianze archeologiche

Dell’esistenza di un insediamento romano a Rignano, anche se non ancora localizzato, abbiamo sicure testimonianze nei resti di alcune tombe distrutte da tempo, situate circa 250 m. a monte della pieve di S. Leolino, nel campo ad est del cimitero (q.150 m.) ove, durante le arature, riaffiorano frammenti ceramici alquanto corrosi, specialmente al limite orientale del campo, cioè alla base della boscosa collinetta chiamata "La Castellina" che, dal podere "Casa Rignano" si protende verso l’Arno. 
Le classi ceramiche maggiormente rappresentate sono quelle più rozze, quali l’impasto marrone e brunastro con particelle bianche, l’impasto nerastro con superfici rossicce e l’argilla granulosa arancione.

Bibliografia
Alvaro Tracchi, Dal Chianti al Valdarno. Ricognizioni archeologiche in Etruria, C.N.R. 1978 (138).


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Cinema Teatro Bruschi (non funzionante)

Nell’ambito del suo primo sviluppo edilizio e urbanistico (avvenuto tra gli anni venti e trenta del ‘900), Rignano si arricchì di alcuni edifici pubblici, tra cui l’asilo infantile, la cooperativa di consumo e il teatro, tutte opere riconducibili al patrocinio della famiglia Bruschi, proprietari in paese di una falegnameria, di un cementificio e di un palazzo da loro commissionato in quegli anni all’architetto Dante Fantappiè.

Quest’ultimo fu anche il progettista del teatro, costruito tra il 1932 e il 1933 e situato in via dei Roccettini; la sala fin dall’inizio fu adibita anche a proiezioni cinematografiche.

Il locale, denominato anche Cinema Teatro Principe, era capace in origine di 250 posti di platea e di 90 di galleria; la sala, di forma rettangolare, era larga m.10,20 e profonda m.23,30.

Nel 1937, forse a causa dei troppo alti costi di gestione, la struttura fu chiusa.

Il cinema riaprì soltanto nel secondo dopoguerra: i lavori intrapresi nel 1956 comportarono tra l’altro l’inserimento di un nuovo schermo "cinemascope" (il che comportò la rimozione del vecchio palcoscenico), mentre nuovi interventi compiuti negli anni settanta riguardarono il rifacimento dell’impiantistica e del solaio del terrazzo soprastante.

In questi ultimi anni la capienza totale del cinema era passata a circa 600 posti.

L’attività cessò completamente nel 1982-1983.

Scheda tratta da I Teatri storici della Toscana, VII (Provincia di Firenze-Prato e provincia), Giunta Regionale Toscana-Marsilio, 1998.

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Il mercato

Anche a Rignano, come già a Pelago e Pontassieve, si svolgeva un mercato settimanale, attestato a partire dal 1547, quando venne "riconcesso e riconfermato" dal Consiglio dei Duegento, su domanda degli abitanti del luogo: il mercato, che si svolgeva tradizionalmente ogni mercoledì sulla piazza vicino al ponte, aveva infatti conosciuto nei decenni precedenti un periodo di interruzione, forse provocato dalle distruzioni del paese subite per cause belliche.

Non ci è dato sapere se la concessione, di durata quinquennale, fu rinnovata negli anni seguenti: forse il mercato si tenne ugualmente, anche se in maniera discontinua e muovendo un giro d’affari assai modesto.

Dal "Dizionario" del Repetti (1833-1841) veniamo a sapere che il mercato era stato istituito nuovamente nel 1835 e che si svolgeva non più di mercoledì, ma di lunedì, mentre nelle "Ricerche" dello Zuccagni-Orlandini il mercato è definito di "scarso concorso", con un raggio d’attrazione limitato alla comunità di Rignano e a quella limitrofa di Reggello.

(Scheda tratta da F. Martelli, La Comunità di Pontassieve e i suoi lanaioli. Aspetti di vita economica dal XVI al XVIII secolo, Firenze, Sansoni, 1983)


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